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Messina, una donna di 32 anni muore sulla poltrona del dentista. Shock anafilattico dopo l’anestesia

Una donna di 32 anni, Veronica Tedesco, è morta in uno studio dentistico a Messina in seguito alla estrazione di un dente. Sembra che la donna sia stata colpita da shock anafilattico. La donna era andato dal dentista accompagnata dal marito. Appena è stata praticata la puntura, Veronica Tedesco ha accusato difficoltà respiratorie. Sul caso indaga la polizia che ha sequestrato lo studio. Il corpo della vittima è stato trasportato al Policlinico. L’anafilassi è definita come «una grave reazione allergica a rapida comparsa e che può causare la morte». Nelle forme più gravi si parla di «shock anafilattico». È causata da una particolare forma di ipersensibilità, comunemente detta “allergia”, verso una sostanza antigenica (detta allergene). Le cause più comuni comprendono punture di insetti, alimenti e farmaci. In genere si presenta con una serie di manifestazioni cliniche tra cui prurito, angioedema (gonfiore) della faccia e della gola, rapido calo della pressione arteriosa sistemica. A livello fisiopatologico, l’anafilassi è una reazione di ipersensibilità del I tipo, dovuta al rilascio di mediatori da parte di alcuni tipi di globuli bianchi attivati da meccanismi immunitari e non. Viene diagnosticata sulla base dei sintomi e dei segni che si presentano. L’esposizione alla sostanza può avvenire per inalazione, ingestione, contatto o inoculazione dell’allergene. La reazione di anafilassi propriamente detta avviene nei confronti di un antigene con cui il soggetto è già entrato in contatto precedentemente.

Messina, agguato a fucilate al presidente antimafia del Parco dei Nebrodi. Salvo grazie all’auto blindata

La macchina blindata gli ha salvato la vita. Giuseppe Antoci, il presidente del Parco dei Nebrodi, già da tempo sottoposto a tutela per le serie minacce subite in seguito ai protocolli di legalità messi in atto per evitare la concessione di ampie zone di pascoli alla mafia, è sfuggito questa notte ad un agguato in piena regola avvenuto sui Nebrodi tra Cesarò e San Fratello. Erano da poco passate le due quando la macchina di Antoci, di ritorno a Santo Stefano di Camastra da una manifestazione a Cesarò, è stata bloccata lungo i tornanti di montagna da  alcune grosse pietre poste deliberatamente sulla carreggiata per fermare il corteo. Quando la macchina si è fermata il commando ha aperto il fuoco sulla vettura a bordo della quale viaggiava il presidente del Parco dei Nebrodi. Il commando ha fatto fuoco prima sui copertoni dell’auto blindata, poi sull’abitacolo. Per fortuna la blindatura della carrozzeria ha fermato i pallettoni. Contro i sicari hanno sparato i poliziotti di una volante del commissariato di Sant’Agata di Militello, con a bordo il dirigente Daniele Manganaro, che scortava l’auto con a bordo Antoci. Nel conflitto a fuoco nessuno è rimasto ferito. Il commando è riuscito a fuggire mentre la scorta portava al sicuro Antoci, che è rimasto illeso. Accanto all’auto sono state trovate tre molotov inesplose.

“E’ stato un agguato – dice Antoci – sono stato bloccato mentre tornavo da una manifestazione a Cesarò. A un tratto abbiamo trovato dei grossi sassi sulla strada. Neanche il tempo di capire cosa è successo che siamo stati crivellati dalle pallottole. Un uomo della scorta si è buttato su di me, e a salvarci la vita è stato il vice questore Manganaro che per caso era dietro di noi su una volante. Sparando ha messo in fuga gli assalitori. Sono certo di chi siano i mandanti, sono i mafiosi dei Nebrodi ma anche la ‘ndrangheta, perché il protocollo che abbiamo messo in atto qui in Sicilia sarà applicato anche in Calabria. Il Consiglio regionale si è già determinato sulla sua approvazione. So chi mi vuole morto”. “E’ stata una notte drammatica, ma sto bene. Il mio grazie va alla polizia per avermi salvato la vita. Il mio impegno non si ferma e vado avanti” ha aggiunto il presidente del Parco dei Nebrodi. Antoci ha trascorso la notte a casa, insieme con il sindaco di Santo Stefano di Camastra, Francesco Re. Stamattina è stato raggiunto dal governatore Rosario Crocetta: “L’episodio si lega alla battaglia che con Antoci stiamo facendo contro la mafia dei pascoli – dice Crocetta – e all’azione di moralizzazione che stiamo portando avanti, che ha già portato a diversi arresti sul territorio”. “Occorre rafforzare le misure di sicurezza a favore di Antoci – aggiunge Crocetta – e intensificare l’azione di lotta contro la mafia dei Nebrodi, che pensa ancora di essere potente e immune. Dobbiamo liberare la provincia di Messina dalla mafia dei colletti bianchi e da quella che nei territori esercita un potere violento verso i cittadini. Questa mattina insieme al sindaco di Santo Stefano di Camastra sono gia’ stato a trovare Antoci presso la sua abitazione, nel pomeriggio terremo una conferenza stampa di solidarieta’, per parlare delle battaglie che su quel territorio stiamo combattendo insieme e – conclude il presidente – per rimarcare il forte rischio di eliminazione che corre Antoci”. Il prefetto di Messina ha convocato per oggi il Comitato per l’ordine e la sicurezza, e del caso si sta occupando anche la Direzione nazionale antimafia. Di recente il caso dei terreni concessi alla mafia è approdato anche in Parlamento, che ha sollecitato l’intervento del governo nazionale e regionale.

Messina ancora senza acqua, si guasta anche il bypass, dichiarato lo stato d’emergenza

Un nuovo problema alla condotta non fa arrivare più acqua a Messina. Un ennesimo intoppo, un guasto che riguarda il bypass attivato solo qualche giorno fa per fare fronte alla rottura dell’acquedotto a Calatabiano. Un ulteriore colpo per i messinesi già in ginocchio per l’emergenza idrica che va avanti ormai da parecchi giorni. Il guasto è nel collegamento, realizzato nel territorio di Forza d’Agrò, tra la condotta di Fiumefreddo con quella dell’Alcantara che consentiva di far arrivare a Messina circa 300 litri di acqua al secondo. Una quantità che non basta a soddisfare le esigenze della città, ma comunque importante per alleviare i disagi di una città, sempre più dipendente da autobotti, esercito e navi cisterna. Adesso l’erogazione dell’acqua è stata interrotta. I tecnici sono sul posto per accertare l’entita’ del problema ed avviare interventi necessari. Il Consiglio dei ministri nella riunione di oggi ha dichiarato lo stato di emergenza per Messina dopo due settimane dall’inizio dell’odissea dei messinesi. La società “Siciliacque” che gestisce l’acquedotto dell’Alcantara sta cercando di trovare una soluzione al problema, sembra che la saldatura non abbia retto. L’unico acquedotto che rifornisce in questo momento Messina, con una portata di 200 litri al secondo è quello della Santissima, ma il fabbisogno della città è di 970 litri al secondo. Dopo la frana a Calatabiano, che è sempre più estesa, questo acquedotto non rifornisce più Messina. Negli scorsi giorni era stato creato un bypass con l’Alcantara ma oggi ha ceduto. Continua dunque l’emergenza, molti quartieri sono senz’acqua. E non sarebbero ancora sufficienti le autobotti dell’esercito.