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L’Isis ora se la prende con i gatti. Una fatwa vieta di tenerli in casa. Il provvedimento diramato a Mosul. L’ultima follia del califfato da il via allo sterminio dei poveri felini

L’Isis vieta la presenza dei gatti nelle case dello Stato Islamico e ha dato il via allo stermino di tutti i mici presenti a Mosul. Al Sumaria riporta che «L’organizzazione ha emesso una fatwa – un decreto di legge islamica – contro la presenza dei gatti all’interno delle case di MosuI», la più grande città occupata dall’Isis. Tutti i residenti sono stati avvertiti di non violare la legge e di non opporsi alla ricerca dei gatti da parte dei soldati del Califfato, che hanno avuto l’ordine di requisirli e ucciderli. Secondo quando scritto sul decreto, i gatti andrebbero «contro la visione, l’ideologia e le credenze» jihadiste. E il gruppo terroristico ha quindi vietato ogni tipo di allevamento e cura di questo animale. Una legge in controtendenza con l’Islam, che considera i gatti animali puri e persino benedetti. Celebre è infatti la storia di Maometto e della gatta Muezza: un giorno si addormentò nella sulla veste e, arrivata l’ora della preghiera, il profeta preferì tagliare la stoffa piuttosto che svegliarla. Il divieto rappresenta una sorpresa anche dal punto di vista militare, dal momento che in questi anni i gattini hanno giocato un ruolo chiave nella presenza sui social dell’Isis. Molti soldati hanno dimostrato calore e sensibilità verso i cuccioli in immagini e video pubblicati sulle loro pagine Facebook. Altri sono stati utilizzati per la propaganda e attirare giovani reclute, con immagini choccanti che vedono i mici dormire vicino a bombe a mano e cinture esplosive. La nuova legge promette di non fare sconti a nessuno. A emettere la Fatwa è stato un comitato centrale dello Stato Islamico composto da esponenti religiosi influenti e militari del gruppo terroristico. Ma anche se non arrivano conferme su quello che sta succedendo nella città irachena, pare sia scontato l’esito di questi primi giorni di editto.

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Blitz anti terrorismo a Bruxelles, 12 arresti, volevano colpire durante Belgio-Irlanda

Dodici persone sono state fermata in Belgio nel corso di una vasta operazione antiterrorismo lanciata nella notte tra venerdì e sabato nella regione di Bruxelles, in Vallonia e nelle Fiandre. Lo riporta un’agenzia di stampa belga, citando fonti di polizia: i fermati avrebbero fatto parte di una cellula che preparava attentati. La procura ha confermato l’operazione: «Gli elementi raccolti nelle indagini indicavano la necessità di intervenire immediatamente». Secondo il quotidiano belga Le Soir i fermati volevano colpire a Bruxelles durante la partita di Euro 2016 contro l’Irlanda: obbiettivi i luoghi in cui si radunano i tifosi, centri commerciali e stazioni. Una quarantina gli appartamenti perquisiti tra Bruxelles, ma anche in Vallonia e nelle Fiandre. Sono stati controllati anche 158 garage, ma non sono stati scoperti né armi né esplosivi. A scatenare l’imponente operazione, secondo il quotidiano belga Le Soir, è stata l’intercettazione di una telefonata che parlava di attentati imminenti nella capitale belga. L’emittente fiamminga Vtm riporta l’ipotesi che i terroristi volessero colpire durante la partita della nazionale di calcio agli Europei (il Belgio gioca alle 15 contro l’Irlanda). La polizia di Bruxelles mercoledì ha ricevuto l’allerta dell’antiterrorismo sulla possibilità che un gruppo di «foreign fighters» dell’Isis abbia lasciato la Siria diretto verso l’Europa, in particolare Francia e Belgio. Negli obiettivi dei terroristi a Bruxelles ci sarebbero stati «centri commerciali, stazioni, una catena di ristorazione americana e un commissariato». In seguito a queste indiscrezioni, uscite sulle stampa belga al mattino, diversi locali della capitale hanno preso misure straordinarie di sicurezza. Al centro commerciale City 2 sono stati bloccati alcuni ingressi e sono stati rafforzati i controlli: perquisite tutte le borse. Da Mc Donald’s per ora le verifiche di sicurezza restano le solite: «Siamo in contatto con le autorità, ci hanno assicurato che le minacce contro di noi sono sono più elevate oggi di ieri», ha detto il portavoce della catena Usa.

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Orlando, rabbia e lacrime dopo la strage. Mamma sono in bagno sto per morire. L’sms che una vittima ha scritto alla madre (foto)

Il giorno dopo la strage all’interno del Pulse, la discoteca gay di Orlando nella quale Omar Mateen nella notte di ieri ha aperto il fuoco sulle persone che ballavano, facendo 50 morti e oltre 53  feriti, crescono la rabbia e il dolore per quella che è la peggiore sparatoria della storia americana. Mateen, nato a New York, ma di origini afgane, che in passato era finito per tre volte nel mirino dell’Fbi, ma era stato rilasciato, armato con un fucile d’assalto e una pistola, ha sparato all’impazzata. Poi ha trattenuto per ore decine di ostaggi. Alla fine, è stato ucciso dalle teste di cuoio che avevano circondato la zona. Prosegue senza sosta il lavoro degli investigatori per identificare le vittime del massacro. Per ora sono solo 15 su 50 i nomi diffusi dalle autorità e cresce l’attesa delle famiglie di quanti si trovavano al Pulse. Scarse anche le notizie sui feriti. Per le prossime ore non sono attese novità e i familiari sono stati invitati a presentarsi nuovamente alle 10 del mattino locali, le 16 italiane. C’è frustrazione evidente: “Siamo lasciati all’oscuro, è la cosa peggiore” affermano alcuni familiari. Tra le vittime c’è Eddie Justice, il giovane che ha inviato messaggi alla madre dal locale gay Pulse di Orlando mentre era tenuto in ostaggio. Eddie era nascosto nel bagno delle donne da dove inviava sms alla madre Mina chiedendo disperatamente aiuto. La sequenza dei messaggi fotografati sullo smartphone della donna hanno fatto il giro del web. Eric Ivan Ortiz-Rivera è un altro dei primi a essere identificato. Era sposato da un anno: con il marito viveva a Orlando. “Era appassionato di interior design, era molto artistico. In famiglia si rivolgevano tutti a lui per consigli di design” afferma il cugino, Orlando Gonzalez. “Gli piaceva ballare, la sua musica preferita era la house”. Polemiche su Fbi. Una bufera di polemiche rischia di abbattersi sull’Fbi in quanto, nonostante il killer fosse stato interrogato tre volte, due nel 2013 e una nel 2014, per sospetti legami al terrorismo, ha potuto comunque acquistare legalmente un fucile e una pistola la settimana scorsa. Secondo i media Usa, il fatto che Omar Mateen fosse nel radar dell’Fbi riaccenderà il dibattito riguardante le leggi sulle armi da fuoco nel Paese in riferimento alle persone sotto inchiesta per il terrorismo. Il capo della polizia di New York, Bill Bratton ha duramente criticato la Nra, la potente lobby delle armi che la scorsa settimana ha fatto una campagna per evitare che alle persone incluse nella lista no-fly del governo sia vietato l’acquisto delle armi. “L’dea che abbiamo una lista nera sui terroristi e una lista no-fly e che qualcuno su quelle liste possa comunque acquistare un’arma, è il più alto livello di follia”, ha detto Bratton alla Cnn. Il presidente Barack Obama, che ha ordinato bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici e le ambasciate Usa fino a giovedì sera, ha parlato di “un atto di terrore e di odio” e da ogni parte del mondo si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà e di cordoglio. “Luis Vielma ha lavorato al parco giochi di Harry Potter alla Universal. Aveva 22 anni. Non posso smettere di piangere”, ha scritto su Twitter l’autrice britannica, J.K. Rowling, ‘madre’ di Harry Potter. “Suscita orrore e sgomento la spaventosa strage compiuta nella discoteca di orlando. Qualunque sia la motivazione che ne è all’origine, a farne le spese è la comunità gay, colpita perché l’odio omofobo – che qui si è manifestato nel modo più terribile – non sa tollerare la diversità. Esprimo il mio cordoglio e la mia solidarietà alle famiglie delle vittime e a tutto il popolo americano”, ha dichiarato la presidente della Camera, Laura Boldrini. Tante le iniziative per manifestare vicinanza all’Amerca. Stasera a Parigi la Tour Eiffel si accenderà con i colori americani, mentre a Milano Arcigay commemora le vittime con un presidio e una fiaccolata. L’appuntamento è per le 20 in largo Guido Donegani, metro Turati. rump rilancia: “Bando a nuovi arrivi musulmani”. Dopo aver espresso dolore per le vittime, il candidato dei repubblicani alla Casa Bianca, Donald Trump, non ha perso tempo per cercare di sfruttare il massacro di Orlando in chiave elettorale, rilanciando la sua proposta di bando all’ingresso di migranti musulmani negli Usa: “Facciamo entrare oltre 100.000 migranti dal Medio Oriente ogni anno destinati a restare”, ha dichiarato. “Dall’11 settembre, centinaia di migranti e i loro figli sono risultati implicati in fatti di terrorismo negli Usa”.