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Calendario pagamenti luglio bonus e altri aiuti previdenziali

Luglio è un mese ricco di appuntamenti per i contribuenti che hanno diritto ai bonus e gli aiuti previdenziali promessi dall’Inps. Dal reddito di cittadinanza a quello d’emergenza, fino alla Naspi, il bonus baby sitter e il bonus Renzi: vediamo le date da segnare sul calendario.

Un calendario Inps abbastanza pieno quello di luglio 2020. L’Istituto di Previdenza Nazionale, in prima linea nella gestione dell’erogazione degli aiuti per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, darà ufficialmente il via all’estate con tutta una serie di appuntamenti che i contribuenti interessati faranno bene a segnarsi in agenda.

L’accredito dei pagamenti Inps arriverà per:

  • Naspi;
  • pensione e reddito di cittadinanza;
  • reddito di emergenza (Rem);
  • bonus Renzi;
  • bonus bebè.

Le date di erogazione delle seguenti prestazioni saranno diverse e, in alcuni casi, dipenderanno dal momento in cui è stata presentata la domanda per ottenerle.

Naspi, quando viene erogata a luglio

I pagamenti della Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione riconosciuta a chi ha perso involontariamente il lavoro, verranno effettuati a partire dal 10 luglio.

Nel mese di luglio verranno riconosciuti gli importi relativi al mese di giugno. Non vi sarà una data uguale per tutti ed eventuali ritardi potranno dipendere dal momento in cui è stata presentata la richiesta all’Inps.

Pensione e reddito di cittadinanza: le date dei pagamenti di luglio

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, sulle date di pagamento è necessario fare una distinzione, ovvero:

  • chi ha presentato la richiesta per ottenere la card entro luglio dovrà attendere il 15 agosto per l’erogazione della prima mensilità;
  • per gli aventi diritto che hanno già ricevuto negli scorsi mesi il reddito di cittadinanza, la data fissata per i versamenti è il 27 luglio.

Date diverse, a seconda di quando è stata presentata la richiesta, anche per la pensione di cittadinanza, infatti:

  • chi ha presentato la domanda per ottenere la pensione di cittadinanza già prima luglio riceverà gli importi spettanti lunedì 27, lo stesso giorno fissato per il reddito di cittadinanza;
  • tutti quelli che hanno aspettato il mese di luglio per presentare la richiesta (e l’hanno inoltrata entro il 31), dovranno invece aspettare il mese di agosto, anche in questo caso come il reddito di cittadinanza i pagamenti saranno effettuati a partire dal 15 agosto.

Coloro i quali non hanno ricevuto ancora le card, ma hanno fatto domanda e risultano beneficiari, riceveranno da Poste Italiane la carta direttamente con l’accredito della somma spettante.

Reddito di emergenza, le erogazioni di luglio

Per quanto riguarda l’erogazione del reddito di emergenza, tenendo conto di quanto disposto dal dl Rilancio, per chi ne ha fatto richiesta i pagamenti Inps dovrebbero arrivare nella prima metà di luglio.

Entro il 15 luglio, quindi, sia chi ha presentato domanda a maggio che chi ha presentato la domanda a giugno riceverà gli importi spettanti. Ai primi (quelli che hanno fatto richiesta a maggio) verrà riconosciuta la seconda tranche, ai secondi (quelli di giugno) la prima tranche.

Bonus Renzi e bonus bebè: quando arrivano gli accrediti di luglio

Il pagamento del bonus Renzi nel mese di luglio sarà riconosciuto dall’Inps a chi già beneficia dell’indennità di disoccupazione nelle settimana che va dal 23 al 31 luglio.

Infine, l’11 luglio è la data fissata dall’Inps per il pagamento del bonus bebè, che si riferisce al mese di giugno.

Reddito e pensione di cittadinanza presentate a marzo 2019 necessitano di un integrazione alla domanda, pena la sospensione del sussidio

Tutti coloro che hanno presentato la domanda per la pensione e il reddito di cittadinanza dal 6 marzo al 2 aprile del 2019 dovranno obbligatoriamente presentare un integrazione a partire dal 4 ottobre e non oltre al 21 ottobre, altrimenti il sussidio verrà sospeso fino a quando l’Inps non riceverà la vostra dichiarazione.

Nel messaggio n. 3568 del 2019, l’INPS definisce le modalità di integrazione delle dichiarazioni di responsabilità rese dai beneficiari di reddito e pensione di cittadinanza che hanno presentato domanda nel corso del mese di marzo 2019. Il procedimento potrà essere eseguito direttamente dal beneficiario, a partire dal prossimo 4 ottobre, attraverso una procedura semplificata disponibile tra i servizi web del portale INPS, o tramite i patronati e gli intermediari abilitati. In alternativa è anche possibile recarsi agli sportelli dell’Istituto.L’INPS ha pubblicato il messaggio n. 3568 del 2 ottobre 2019 per fornire indicazioni riguardo le modalità di integrazione delle prime domande di reddito di cittadinanza presentate a partire dal 6 marzo 2019 ma prima che il modello di istanza fosse integrato e pubblicato in data 2 aprile 2019.

A decorrere da ottobre 2019, come previsto dalla normativa citata, occorre allineare il contenuto delle dichiarazioni già rese da coloro che hanno presentato la domanda di reddito di cittadinanza nel mese di marzo a quello previsto a regime dopo la conversione in legge del decreto legge n. 4/2019, conformemente ai nuovi modelli.

Ad esempio, è necessario che il richiedente dichiari la mancata sottoposizione a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, nonché alla mancanza di condanne definitive nei dieci anni precedenti la richiesta per taluno dei delitti indicati all’articolo 7, comma 3, del D.L. n. 4/2019.

Accesso diretto del cittadino

A partire dal 4 ottobre 2019, l’INPS comunica, ai recapiti sms/e-mail indicati nel modello di domanda, il LINK al quale collegarsi per effettuare, in maniera semplificata, le predette operazioni di aggiornamento.

Il collegamento alla pagina avviene in ambiente Internet senza necessità del PIN, previo riscontro attraverso l’apposita interfaccia in cui dovranno essere inseriti a cura del richiedente:

– il protocollo della pratica Rdc/Pdc (esempio: INPS-RDC-2019-xxxxx);

– il codice fiscale del richiedente;

– il codice alfanumerico ricevuto via e-mail/sms.

L’autenticazione alla pagina avviene previa visualizzazione dell’informativa in cui si rende noto che le dichiarazioni da aggiornare sono quelle di cui ai quadri F (Condizioni necessarie per godere del beneficio) e G (Sottoscrizione dichiarazione) del nuovo modello di domanda del Reddito e della Pensione di cittadinanza, in vigore a decorrere dalla conversione in legge del D.L. n. 4/2019.

Qualora il riscontro sia stato positivo, cliccando sul tasto “CONTINUA” l’utente potrà accedere alla pagina per la sottoscrizione delle dichiarazioni.

Si richiama la necessità, nell’apporre il flag richiesto, che tutte le dichiarazioni siano contestualmente verificate e che qualora i requisiti non sussistano alla data di presentazione originaria della domanda ovvero al momento della sottoscrizione del modello RdC/PdC – Com Esteso, occorre astenersi dalla sottoscrizione, onde evitare di incorrere nella responsabilità prevista dalla legge nel caso di dichiarazioni non veritiere.

Infine, è necessario spuntare il riquadro in cui si dichiara di aver letto e preso atto dell’informativa privacy del modello “SR 180” e occorre completare l’operazione mediante la sottoscrizione della pagina.

Accesso tramite intermediari

Nel caso in cui gli interessati non siano in grado di procedere autonomamente all’integrazione della domanda, è possibile rivolgersi direttamente alle Sedi dell’Istituto oppure agli sportelli degli intermediari (CAF e Patronati), che sono stati informati dell’indispensabilità di procedere all’integrazione delle domande.

A partire dal 14 ottobre 2019, sarà a disposizione anche una funzionalità per l’acquisizione dell’autocertificazione, attraverso l’applicazione intranet.

Comunicato stampa INPS

Pensioni, in arrivo le prime buste arancioni dall’Inps, ecco chi le riceverà

In arrivo la prima tranche di buste arancioni che, inviate dall’Inps, conterranno la simulazione di calcolo del probabile trattamento di pensione sulla base dei dati registrati sull’estratto conto e la proiezione dei contributi che mancano al raggiungimento dei requisiti previsti. In tutto saranno 7 milioni i lavoratori che, a partire da questo mese, la riceveranno. La busta è arancione dal colore del plico inviato ai cittadini svedesi già 20 anni fa. Mai diventata realtà nel nostro Paese, spiega 50&PiùEnasco, consente di acquisire maggiore consapevolezza della propria situazione previdenziale.

CHI LE RICEVERÀ:

– I lavoratori dipendenti del settore privato (compresi i domestici);

– I lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, Coldiretti), ex Inpdai, gli iscritti alla gestione separata, i ferrovieri, e altri fondi speciali e agricoli;

– Per i dipendenti pubblici l’Inps sta stipulando convenzioni con la pubblica amministrazione per l’invio insieme alla busta paga.

CALCOLI I calcoli contenuti nella busta, fa notare 50&PiùEnasco, non sono precisi in quanto le variabili di cui tener conto sono tante:

– La carriera lavorativa dell’interessato;

– La crescita del suo reddito;

– L’andamento del Prodotto interno lordo (Pil), cioè il tasso di crescita dell’economia nazionale, e dell’inflazione. Il servizio on line dell’Inps ‘La mia pensione’ ipotizza un aumento annuo del Pil dell’1,5% con la possibilità di scendere all’1%, ma non meno.

 Il tasso di sostituzione rappresenta l’elaborazione del futuro assegno pensionistico. Con il termine si intende il rapporto tra l’ultimo stipendio/reddito e il primo importo della pensione. Secondo stime dell’Inps, fa notare il patronato 50&PiùEnasco, circa il 60% degli assicurati sta per ricevere sorprese negative, ovvero chi ha effettuato versamenti modesti o ha versato contributi a singhiozzo potrebbe avere un tasso di sostituzione anche inferiore al 50%.

“La busta arancione è una buona iniziativa perché dimostra la volontà dell’Inps di porsi in modo concreto e chiaro verso la situazione previdenziale degli assicurati – , afferma Gabriele Sampaolo, direttore generale del patronato 50&PiùEnasco -. Purtroppo però si tratta di una iniziativa non studiata fino in fondo: da una parte rischia di diffondere proiezioni poco attendibili e dall’altra non fornisce agli assicurati una strumentazione adeguata di consulenza sulla propria posizione”.