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Contributo di autonoma sistemazione di agosto, la Regione Marche lo verserà al comune di Ascoli Piceno il 20 novembre

Il contributo di autonoma sistemazione sta diventando una farsa. Siamo a novembre e  chi ha deciso di andare in affitto presso un altra abitazione e ha diritto al contributo ha dovuto pagare finora di tasca propria i mesi di agosto, settembre, ottobre e novembre. Un ritardo che mette a dura prova chi si è trovato in difficoltà con il terribile sisma del 2016 che ha colpito il centro Italia. Stamattina da fonti del comune apprendiamo che, salvo altre problematiche, (sticazzi) la Regione Marche dovrebbe versare il cas di agosto il 19 massimo 20 novembre al comune di Ascoli Piceno. Dopo di che bisogna mettere in conto i tempi tecnici che hanno le banche per fare il bonifico. Prendiamo come buona questa affermazione anche se ormai non crediamo più a niente. Non mi voglio dilungare sulle notizie che girano in rete riguardo al fatto che mancherebbero 43 milioni che la Regione aveva richiesto una volta esauriti i fondi disponibili per coprire tutte le spese arretrate e stimate fino al prossimo mese di dicembre. Sinceramente non mi importa niente. Diversamente sono preoccupato per come si sta gestendo questa faccenda, perchè come al solito in questo paese basta riempirsi la bocca di belle parole con le promesse, quando invece dovrebbero essere tutelati i diritti dei cittadini con i fatti.

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Non chiamateli sciacalli ma criminali. Ad Acquasanta Terme rubano i pc nella scuola appena inaugurata dopo il terremoto

Era stata inaugurata il 14 settembre, primo segnale di rinascita dal sisma, ma i ladri hanno rubato tutti i pc, dieci precisamente, dalla nuova scuola media ‘Nicola Amici’ di Acquasanta Terme, uno dei comuni delle Marche colpiti dal terremoto del 24 agosto. A darne notizia è stato il sindaco Sante Stangoni: “Sono indignato da questo atto di sciacallaggio infame – ha detto -. Noi stiamo lottando per non far morire il paese, ci giochiamo tutto ogni giorno, in Italia c’è gente così, che non ha vergogna…”. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha definito il furto “un atto di vergognoso sciacallaggio. Ho subito attivato la task force del Miur, impegnata nelle aree del terremoto, affinché i ragazzi possano avere al più presto nuovi pc grazie alle donazioni che stiamo ricevendo. In tanti si sono già offerti di collaborare. Metteremo a frutto questa generosità per poter ridare agli studenti di Acquasanta quanto gli è stato tolto”, ha assicurato il ministro. La scuola ‘Amici’ era stata la prima risposta di un comune che tuttora ha due istituti inagibili, tra cui il Berardo Tucci (infanzia, elementari e medie): i bambini dell’infanzia e delle elementari hanno iniziato le lezioni in una tensostruttura. All’inaugurazione della media Amici, tre classi in tutto, “una scuola piccola, ma per noi importantissima”, c’era il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. L’edificio, costruito in legno, in base a norme antisismiche e di efficienza energetica, può essere utilizzato anche per funzioni pubbliche e di Protezione civile in caso di calamità. “I pc portatili poi – ha spiegato il sindaco – li avevamo avuti dal ministero dell’Istruzione e dai volontari dei carabinieri della Protezione civile”. È stato uno shock per i ragazzi che questa mattina hanno scoperto l’atto: “C’è chi non rispetta niente, nemmeno il dolore e la tragedia che stiamo vivendo”. Le iniziative per trovare una soluzione sono partite immediatamente e nel pomeriggio è arrivato l’annuncio: Equitalia contribuirà a dotare nuovi computer alla scuola ‘Amici’. Lo ha scritto sul profilo Twitter della società pubblica di riscossione l’amministratore delegato del gruppo, Ernesto Maria Ruffini. “Le risorse raccolte grazie al contributo volontario dei dipendenti di Equitalia attraverso conto corrente aperto poco dopo il tragico sisma di agosto – fanno sapere dalla società – saranno donate al Comune di Acquasanta così che possa intervenire per dotare la scuola e i suoi studenti di nuovi e moderni strumenti informatici”. Ad oggi, e dopo 773 sopralluoghi realizzati per verificare l’agibilità di edifici pubblici e scuole nel cratere tra le province di Rieti, Ascoli, Perugia e Macerata, il 28 per cento delle scuole risulta fuori uso. Nel dettaglio, 39 edifici sono inagibili, 120 temporaneamente inagibili, 22 parzialmente inagibili, 4 inagibili anche se non hanno danni visibili e 3 da rivedere: 188 plessi scolastici per ora non utilizzabili su 667. Il governo è impegnato ad “assumere iniziative normative al fine di impiegare le risorse restituite dalla Camera dei deputati al bilancio dello Stato (pari a 47 milioni di euro) per la ricostruzione dei territori ed il sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto 2016”: così la risoluzione dell’Aula della Camera che garantirà nuove risorse per i terremotati.

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E’ il giorno del dolore, i funerali solenni ad Ascoli. Il vescovo: “Non perdete coraggio”. Mattarella visita le tendopoli

Trentacinque bare uguali allineate, due più piccole, di bambini, e un altare allestito nella palestra comunale di Monticelli ad Ascoli. Dentro fa molto caldo, ci sono parenti, amici, corone di fiori, sindaci e gonfaloni. Chi ha perso qualcuno resta seduto accanto alle bare, le persone si abbracciano, cercano di farsi aria con ventagli e mani, qualcuno si sente male e viene portato fuori. Per i funerali solenni delle vittime marchigiane del terremoto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriva dopo aver visitato Amatrice e Accumoli. Tra i banchi ci sono anche il premier Matteo Renzi con la moglie Agnese Landini, il presidente del Senato Pietro Grasso, della Camera Laura Boldrini, e il vice presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. Appena entrato nella palestra, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente cerca il sindaco di Arquata del Tronto Leandro Petrucci. Si guardano solo un attimo, poi si stringono, abbracciandosi a lungo.  Questo è il saluto che la nostra comunità dà alle 35 vittime qui ma anche alle altre. Il nostro pensiero va ad Accumoli e Amatrice, perché siamo un’unica e sola grande famiglia”, dice il vescovo di Ascoli Piceno monsignor Giovanni D’Ercole che celebra il rito funebre. “Non abbiate paura di gridare la vostra sofferenza, ma non perdete coraggio. Insieme ricostruiremo le nostre case e chiese, insieme ridaremo vita alle nostre comunità, a partire proprio dalle nostre tradizioni e dalle macerie della morte”. Poi ricorda Giorgia e Giulia le due sorelline: “Solo Giorgia è sopravvissuta. Morte e vita erano abbracciate”. Infine uno dopo l’altro, sono stati scanditi i nomi delle vittime. Accompagnato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Mattarella è arrivato ad Amatrice in elicottero, atterrando poco distante dal paese, alle 8:32. Poi si è incamminato a piedi tra le strade, con il sindaco Sergio Pirozzi accanto a mostrargli i resti di un paese che non c’è più. Insieme sono andati al centro operativo, ai soccorritori il capo dello Stato ha detto: “Grazie per ciò che fate”. È il nostro dovere presidente, hanno risposto. Poi le tendopoli, dove Mattarella ha incontrato i bambini, prima di tutti. E lì ha assicurato la ricostruzione subito. “Lo speriamo perché ce lo ricorderemo – raccontano le persone che da tre giorni vivono sotto i tendoni-, non vogliamo fare la fine dell’Aquila dove sono ancora al punto di partenza. Amatrice non sarà più come prima ma vogliamo ricominciare, dalle parole si passi ai fatti”. Mentre si incamminava per riprendere l’elicottero e andare ad Accumoli, nell’altra tendopoli, il presidente ha abbracciato una donna anziana, cercando di rincuorarla. Sotto le macerie dell’hotel Roma sono stati trovati i corpi di altre tre vittime di Amatrice, solo oggi sono state estratte senza vita sei persone. Il bilancio complessivo del terremoto che ha colpito Marche e Laziosale a 290 (230 nella sola cittadina laziale). Luca Cari, portavoce dei vigili del fuoco non si ferma: “Le ricerche non sono ancora terminate”. E neanche le scosse. Stamattina alle 4.50 la terra ha tremato ancora. Una scossa di grado 4,0 Richter, si è registrata nella zona fra Castelluccio di Norcia, nel perugino, e Montegallo, nell’ascolano. Ipocentro a profondità di 8 km. Lo ha reso noto l’Ingv. “Ci sono state 1.332 scosse dall’inizio dell’evento sismico”, conferma il vice capo della Protezione civile Angelo Borrelli.